Astroliterary | Intervista a Paola Gianoli
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Intervista a Paola Gianoli

Paola Gianoli Caregnato, ferrarese, classe 1946. Maestra, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Venezia.
Co-fondatrice dell’Associazione Culturale Le Città Visibili, che è attiva nell’Alto Vicentino.

Paola, hai pubblicato due splendidi romanzi a un solo anno di distanza, Campi Viola, Europa Edizioni, nel 2015 e Il Geranio Rosso, Giovane Holden Edizioni, nel 2016 . Come tu stessa hai dichiarato, hai sempre amato la Letteratura e hai già avuto esperienze in questo settore con Camino Real, pubblicato nel 2009, un diario scritto durante il pellegrinaggio a piedi verso Santiago di Compostela. Hai scritto anche molti racconti, uno dei quali su Giacomo Puccini ha vinto il Premio Città di La Spezia “Il Prione” e vi è stata tratta una pièce teatrale. Fino al video racconto dal titolo Lucy, il Paradiso. Riconosciamo bene i tratti del tuo pianeta dominante, la Luna, che dona fervida immaginazione e fantasia, spiccata creatività e sensibilità artistica. Scrittori Cancro furono Petrarca e Leopardi, Proust e Kafka, per citare i più famosi. Anche la posizione della Luna nella Casa Nona dilata l’immaginario. Ci puoi raccontare la tua storia?

Devo iniziare parlando di Roberto Pazzi. Egli è senza alcun dubbio uno dei Maestri che un Destino fortunato ha messo nella mia vita, assieme ai miei genitori, mio fratello, mio marito e il mio Maestro di tessitura. Tutti rapporti pieni e straordinari, fatti di sentimento, di stima, di una continuità anche direi spirituale. Ho un lungo rapporto col professor Pazzi, ho fatto ben 11 corsi di scrittura creativa con lui, alcuni incontri letterari diciamo così, casalinghi, molte ore belle di semplice amicizia, lunghe telefonate. Lui ha creduto in me ed io in lui. Al termine del primo corso egli disse una frase fatale: Trovate un personaggio che vi piace e trasformate la sua vita.
Così è nato Il Geranio Rosso, come un racconto di due fogli che lui ha insistito io ampliassi a diventarne un romanzo. Siccome le ricerche storiche erano immani, mi sono presa una vacanza da quel testo e, quasi per distrarmi, ho scritto Campi Viola. Le storie mi entrano in mente, ronzano e prendono forma, così, quasi senza che me ne accorga. Comincio a scrivere, a mano e in piedi, e mi perdo…. Successivamente porto nel computer e cominciano le varie fasi, taglio o ampliamento, grammatica, sintassi etc. Itaca è stato un sogno bello, soprattutto per Pazzi, ma non si è sviluppata come lo si è sognato, infatti é rimasto lo zoccolo duro degli aficionados ma non ha attratto nuove linfe, fino a rimanere per noi di casa in casa, semplicemente e amichevolmente, aiutando tutti noi a conoscerci meglio, a collaborare e a fare amicizie belle. Le Antologie sono state il primo passaggio, camminare insieme per poi arrivare ad arrangiarsi da sé.

Mi fai ricordare le parole di apertura dei corsi di Roberto Pazzi a fine 2014, quando integrò a quelli consueti sul romanzo e il romanzo storico, anche quello sulla poesia. Disse “Nel mondo anglosassone esistono cattedre di writing, ci sono poeti negli Stati Uniti che tengono cattedra. In Italia se uno scrive saggistica ottiene un cursus per fare concorsi e aspirare a una cattedra, ma se avesse scritto Ossi di seppia e si chiamasse Eugenio Montale o Il canzoniere e si chiamasse Saba, non verrebbe ammesso a concorso. Ecco io lancio la sfida: vorrei che la città dell’Ariosto, del Tasso e di Bassani si rendesse degna di avere una Scuola Permanente di scrittura creativa, che io chiamerò Itaca”. E poi lesse Kavafis, come solo lui sa fare…
Ma questo non è un problema solo ferrarese.

Torniamo a noi. Nasci artisticamente con la pittura ma poi sperimenti molte forme d’arte, dopo aver frequentato l’Accademia. Le tue svariate attività mostrano un certo eclettismo. Il tuo Ascendente Bilancia rivela le tue inclinazioni artistiche e il suo pianeta, Venere, nella Casa Decima mostra collegamenti tra l’arte e la professione, oltre all’inclinazione a ricoprire ruoli importanti.

I miei studi sono stati non alti alti, sono diventata maestra poi ho proseguito con studi di pedagogia, dato che i miei volevano indirizzarmi verso la scuola. Io volevo fare l’artista, me ne sono andata da casa trovandomi un lavoro da baby sitter per avere un minimo di sistemazione e ho cominciato a frequentare l’Accademia di Belle Arti a Venezia. Il mio percorso è iniziato nella pittura, poi collages, quindi istallazioni tridimensionali. Per una stravagante convinzione di mio marito che mi riteneva adatta a quell’esperienza mi sono avvicinata alla tessitura che è divenuto quasi subito un forte amore e un lavoro con il quale ho avuto discreti successi e guadagni. Poi ho scoperto il professor Pazzi, che già avevo conosciuto, ma con i Corsi e così ho avuto l’approccio con la scrittura che continua abbastanza felicemente e che ho, insieme alla tessitura, tutte le intenzioni di continuare, mentre ho tralasciato le altre attività artistiche, pur con qualche nostalgia, ma ho dovuto fare delle scelte.

La tessitura è meravigliosa, un’arte da regine! E poi con tutta la sua metafora… mi hai ispirato alcuni versi e te ne sono grata.
I personaggi dei tuoi primi due romanzi appartengono a famiglie reali, ma la tua ricerca narrativa esprime una passione superiore, una tendenza alla bellezza, alla perfezione, all’elevazione morale e sociale. La tua Venere in Leone, signora dell’Ascendente rivela un modo di amare, e di rapportarsi al sociale, appassionato e fiero, partecipativo e caldo. Inoltre Venere rappresenta l’amore e la passione ed i primi tuoi due romanzi hanno sullo sfondo storie d’amore…
Sole e Luna (il nucleo della personalità, l’Io) sono congiunti nella Casa Nona, settore che rappresenta i rapporti con l’estero e gli stranieri, la religione, la filosofia e gli alti ideali (ritorna il tema del profondo idealismo o, se vuoi, della creazione del mondo ideale!). In fondo anche i tuoi romanzi sono ambientati all’estero e la tua padronanza degli ambienti e della lingua è un tripudio!

Questo lato sociale e un po’ mistico è vero, io coltivo accanitamente la mia parte spirituale credendoci molto, il mio lavoro sociale è stato molto vario, mi sono anche “divertita” e impegnata per esempio andando all’ospedale psichiatrico di San Bartolo per 7 anni e altre esperienze che non sto a specificarti per un improvviso senso di modestia e pudore. Comunque la tua lettura è piaciuta anche a mio marito e l’abbiamo considerata molto vera.

Altra caratteristica della tua scrittura è la splendida sensualità con cui si possono sentire nitidamente gli odori, i sapori, i suoni del luogo che tu hai inventato, come se ci si trovasse lì fisicamente, specie in Campi viola.
Dove ci porterai in futuro?

Per ora ho una storia in mente, una storia sempre con i piedi nella realtà, che parla degli Indios Yanomani e che sarà anche una sorta di relazione dei risultati di lunghe battaglie che io seguo fin dal 1978 a fianco di straordinari Missionari.

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