Astroliterary | Modelli Planetari: il Grande Trigono Minore. PARTE 1
670
post-template-default,single,single-post,postid-670,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-10.1.2,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1,vc_responsive

Modelli Planetari: il Grande Trigono Minore. PARTE 1

Fin dove si può spingere l’efficacia di una configurazione minore? Partendo da un’esperienza personale, supportata da un’ampia ricerca, vedremo questioni tecniche ed esiti pratici di alcuni dei più interessanti casi della storia della Letteratura.

DI DANIELA FRIGNANI
 Articolo apparso su “Linguaggio Astrale” n. 198 (Primavera 2020 anno XLIX N.1) 

In Italia si parla poco di Modelli Planetari e ancor meno di quel che, nel mondo anglosassone, è detto Grande Trigono Minore (Minor Grand Trine). Nella pratica astrologica quotidiana ci è capitato certamente di incontrare molte delle configurazioni più note, e il Grande Trigono Minore è un modello in cui di certo ci siamo imbattuti. In rete ho visto che se ne parla in modo scontato, basandosi sul fatto che sia inferiore al Grande Trigono, com’è ovvio in teoria. Tuttavia, come ho imparato negli anni, un aspetto di sestile nella sinastria ha una forza di attrazione sorprendente e, nella vita di una persona, fornisce un buon impulso alla realizzazione e all’azione. Non metto in dubbio che i risultati possano essere minori rispetto a quelli del Grande Trigono, ma sappiamo quanto quest’ultimo sia per sua natura statico, in equilibrio su se stesso. Una cosa è certa: quando i pianeti si conchiudono in un sistema, sono una potenza.
Il Grande Trigono Minore è un aspetto che si forma tra due pianeti in trigono e un terzo che forma sestile con entrambi, diventando punto di mezzo. La natura benefica degli aspetti e la compatibilità tra gli Elementi occupati dai pianeti, ci fanno subito intuire effetti positivi, ma la portata di questa configurazione può andare al di là dell’immaginazione. A differenza del Grande Trigono, donatore di grandi talenti che non sempre riescono a essere messi a frutto, il Grande Trigono Minore può essere considerato meno attivo, ma molto dinamico. In effetti, il pianeta focale, che funge da punto di mezzo, raccoglie l’energia del trigono e la canalizza, permettendo di sfruttarla con uso sapiente e rendendo il nativo cosciente delle proprie doti, pronto a cogliere le opportunità a disposizione.
Il Grande Trigono Minore è, come il Grande Trigono, associato alla creatività, all’intelletto, all’espressione corporea e artistica. Concede una dotazione extra di obiettività e intelligenza che aiuta a esibire le proprie abilità, i talenti e i contenuti interiori con maggiore efficacia e intensità. Instilla, insomma, la facoltà di relazionarsi ed esprimersi in modo adeguato e produttivo, una dote necessaria per raggiungere il successo. Anche se molto dipende dai pianeti coinvolti, la persona ha grande attitudine a trasmettere, palesarsi, aprirsi all’esterno, partecipare e creare partecipazione. Il tema centrale di questo modello sembra essere la realizzazione dei propri progetti e la forza di ottenere risultati positivi da questi.

Fattori discriminanti e questioni tecniche


Partiamo dalla base portante della configurazione. Potrà apparire banale ma un aspetto di trigono deve rispettare la sua prerogativa principale, cioè compiersi in segni zodiacali che appartengano allo stesso Elemento (Fuoco, Terra, Aria o Acqua), rispettando una delle suddivisioni più importanti dello Zodiaco, la Triplicità. Sebbene non vi siano barriere fisiche nel cielo tra un segno e l’altro, e i corpi celesti possano essere distanti una manciata di minuti, si tratterebbe di un aspetto comunque debole, anche se il dibattito su questo argomento credo sia sempre aperto. Personalmente mi sento di usare questo criterio ed ho eliminato dal mio studio molti oroscopi il cui trigono di base non si formava in segni dello stesso Elemento.
Se individuare un trigono funzionale è un’operazione semplice, non si può dire altrettanto del sestile. Continuando ad analizzare oroscopi, mi sono resa conto di un’importante questione tecnica. Spesso un aspetto di sestile (30°) che avviene in longitudine eclittica in modo preciso, ha una diversa natura dal punto di vista della distanza nelle Case. In base al fatto che siano coinvolti segni zodiacali a lunga o breve ascensione, un sestile che normalmente si estende nello spazio di due Case, può estendersi a tre Case e prendere la natura di un quadrato. Oppure può avere la distanza di una sola Casa, vanificando l’aspetto. E’ una questione già affrontata nell’antichità, ma anche chi non è avvezzo alle regole dell’Astrologia antica (Classica) può comunque porre attenzione agli aspetti notando che accadano nello spazio orario di loro competenza (due Case pari a 4 ore). In fondo tutti usiamo la domificazione placidiana e una minima attenzione alla questione oraria la potremmo porre. Vale la pena di attenersi a questa regola, che garantisce la piena operatività dell’aspetto e ricordare che la domificazione di Placido è un sistema temporale, basato sull’apparente moto diurno del cielo indotto dalla rotazione terrestre, il più veloce e stringente.

Altri fattori discriminanti riguardo alla forza della configurazione sono:

  • i pianeti coinvolti nel modello devono essere in maggioranza personali, più inerenti all’individuo e quindi più vicini al Sole (ovvero i luminari, Mercurio, Venere, incluso Marte);
  • la prossimità dei pianeti ai luminari;
  • i pianeti nelle loro dignità essenziali e accidentali sono più forti;
  • le Case coinvolte devono comprendere almeno una Casa cardinale;
  • il modello è più forte se uno dei suoi punti è in prossimità di un cardine.

Un’esperienza diretta: la forza di una configurazione minore


L’idea di questo studio nasce dalla mia conoscenza diretta del poeta e narratore Roberto Pazzi, che ha simpatia per l’Astrologia ed ha gentilmente fornito i suoi dati per la pubblicazione. Il suo tema natale mi ha dato modo di aprire gli occhi su questa configurazione, vederla all’opera e individuare i fattori discriminanti principali.
Di madre ligure e padre ferrarese, Roberto Pazzi nasce ad Ameglia, una piccola località alla foce del fiume Magra, dove trascorrono le vacanze personaggi della scena letteraria come Vittorio Sereni, Elio Vittorini, Franco Fortini, Giulio Einaudi e molti altri. Sereni in particolare trascorre qui le estati dal 1949 al 1983, e qui compone Un posto di vacanza inserita poi nell’ultima raccolta, Stella variabile, del 1982. Questo tocco del destino lo segna profondamente. Dapprima il contatto con l’ambiente letterario lo rende cosciente della propria inclinazione e in seguito, fattivamente, Sereni lo aiuterà a convincere il padre a intraprendere gli studi letterari. Dopo la maturità classica, frequenta la facoltà di Lettere a indirizzo classico e si laurea nel 1969, con una tesi in Estetica sulla poetica di Umberto Saba. Nello stesso anno escono alcune sue liriche sulla rivista Arte e Poesia, con una nota di Vittorio Sereni. Nello stesso periodo intraprende l’insegnamento. Nel 1973 esce la sua prima raccolta di poesie, L’esperienza anteriore, cui seguono (per citare solo le più importanti) Calma di vento, Garzanti, 1987, Premio Montale e Felicità di perdersi, Barbera, 2013, Premio Lerici-Pea. All’inizio degli anni ‘80 si scopre felicemente narratore ed esordisce nel 1985 con lo splendido Cercando l’Imperatore, prefato da Giovanni Raboni, premio Selezione Campiello, ristampato recentemente da Bompiani. Fanno seguito, a tutt’oggi, venti romanzi, tra cui è doveroso citare La Principessa e il Drago, Vangelo di Giuda, Conclave, La malattia del tempo, e il recentissimo Verso Sant’Elena, il secondo a concorrere al Premio Strega. Più famosi all’estero che in Italia, i suoi romanzi sono tradotti in ventisei lingue (di pochi anni fa la versione coreana del primo romanzo). Scrittore di potenti visioni, grande cultura e rara grazia, Roberto è uno degli iniziatori di questo genere letterario, in Italia. La sua sconfinata prospettiva della storia e dell’animo umano, uniti alla straordinaria capacità di intessere storie dai risvolti geniali, lo rendono uno dei romanzieri e pensatori più interessanti e profondi del nostro panorama contemporaneo. Come ama dire, egli racconta “la verità di Abele”, dando voce a chi è stato messo a tacere dai più forti. Il suo romanzo Cercando l’Imperatore, storia di un reggimento russo disperso in Siberia durante la Rivoluzione mentre è alla ricerca dello Zar, uscì poco prima della caduta del blocco comunista. Mentre Vangelo di Giuda, intrigante intreccio storico imperniato sulla libera parola di Cristo imprigionata nella scrittura, uscito nel 1989, precedette di poco la restaurazione dell’omonimo vangelo apocrifo ritrovato nel 1978 in una caverna in Egitto e la successiva pubblicazione, nel 2006. Ha collaborato per oltre dieci anni al Corriere della Sera, poi con La Nazione, Il Giorno, The New York Times, ora scrive su QN.

Roberto Pazzi
(www.roberto-pazzi.it)

Clicca sull’immagine per ingrandirla

Il modello di Grande Trigono Minore è molto preciso in longitudine eclittica: il trigono portante avviene tra Giove a 23°00′ della Bilancia e Urano a 21°06 dei Gemelli. Il Sole, a 24°42′ del Leone, è il punto focale della configurazione e forma un sestile destro (crescente) a Urano e uno sinistro (calante) a Giove. Il Sole, simbolo per eccellenza dell’IO e catalizzatore della configurazione, permette un utilizzo cosciente dell’energia a disposizione, attivata attraverso il ritiro e la seclusione. La sua posizione nel Leone ha maggiore forza propulsiva verso la realizzazione. Seppure la XII Casa sia un settore penalizzante (e certamente questa persona ha sacrificato molto per i suoi ideali), la posizione del Sole permette di “illuminare” la parte subconscia e di accedere a sogni, intuizioni, all’immaginario con i suoi simboli e archetipi. Da buon Leone egli possiede una teatralità innata. La Luna in Toro, gli conferisce una voce profonda.
Urano è in prossimità del Medio Cielo e congiunto al Nodo Nord, acquisendo un doppio valore, pur essendo un pianeta generazionale. Il Nodo Nord aumenta l’intensità degli effetti e focalizza l’attenzione sul settore degli onori e dei riconoscimenti pubblici.
La configurazione rispetta la distanza nelle Case, il Sole dista due Case da Urano (Case X – XII) e altrettante da Giove (Case I – II).
Queste condizioni sono sufficienti a garantire l’operatività del modello, come dimostrano i fatti. La produzione letteraria e il talento sono mostrati dal trigono Giove-Urano: copiosi e con tempi brevissimi di stesura di un romanzo, al massimo un paio di mesi. L’operazione creativa avviene attraverso il ritiro e la meditazione indicate dal Sole nella Casa Dodicesima, che contribuisce, inoltre, a renderlo una persona fuori dal comune, oltre che schiva e distaccata, con il contributo della quadratura tra Luna e Saturno.
Si può aggiungere che Mercurio governando Ascendente e Medio Cielo, i cardini principali, acquisisce una certa rilevanza nel carattere e nel destino. Mercurio si trova in larga congiunzione a Saturno e non è raro incontrare questi due pianeti configurati fra loro negli oroscopi degli scrittori: per gli antichi questi sono i pianeti attribuiti alla triplicità d’Aria, collegata al pensiero e a tutte le attività a esso connesse.

La coscienza precoce di un progetto grandioso

Come si diventa un poeta? Questa domanda assillava il tredicenne Hermann Hesse, ormai sicuro di voler diventare o un poeta o nient’altro, come scrisse in un sunto biografico pubblicato trent’anni dopo … i

Avevo quattordici anni quando ho iniziato a comporre versi, dedicati inizialmente ai pescatori, alla gente di mare che viveva a Bocca di Magra, ai naviganti come lo furono i miei avi materni … ii

L’origine dei miei eteronimi è il tratto profondo di isteria presente in me. [—] Ricordo, così, quello che mi sembra sia stato il mio primo eteronimo o, meglio, il mio primo conoscente inesistente: un certo Chevalier de Pas di quando avevo sei anni, attraverso il quale scrivevo lettere sue a me stesso … iii


L’arte è un’urgenza pressante nella coscienza di alcuni, e il genio è maturo quando ancora l’individuo non lo è. La natività di Roberto Pazzi mi ha dato il pretesto di andare a zonzo per la Letteratura, in cerca di possibili similitudini. Avrei voluto limitare il mio studio al Novecento per avere un campione omogeneo di autori e, soprattutto, per raccogliere dati più possibile attendibili, ma non ho potuto evitare di includere almeno un paio di grandi personalità i cui dati non sono di prima mano.
Non per Giacomo Leopardi, i cui dati vengono direttamente dall’Atto di nascita conservato nei registri della parrocchia di Santa Maria in Monte Morello di Recanati. Dal punto di vista delle geometrie planetarie, il tema del maggior poeta e pensatore italiano è il più spettacolare. A testimonianza delle sue eccezionali peculiarità, sono contenuti vari modelli planetari. Spicca un Aquilone formato dal Grande Trigono tra Sole, Marte e Nettuno, chiuso da Urano sestile a Nettuno e Sole: il punto focale è Marte in IV Casa, vicino a Plutone, che ben descrive la coercizione paterna. Seppur largo, si può considerare anche il Grande Trigono tra Saturno, Marte e Nettuno all’Ascendente. In queste principali configurazioni possiamo scorgere le due anime dell’autore: la poesia e la filosofia. Le capacità intellettive e creative di Leopardi sono straordinarie: enfant prodige, a dieci anni scrive versi in latino e brevi dissertazioni filosofiche, a undici si getta nello studio forsennato e nella traduzione dei classici, fino a concepire opere editoriali di grande portata.
Un Grande Trigono Minore è formato dal trigono portante tra Giove a 17°57’ del Toro e Urano a 14°05’ della Vergine, cui punto medio è Saturno a 14°40’ del Cancro. Il sestile partile (al grado) tra Urano in X e Saturno sulla cuspide della IX riguarda certamente l’innovazione nel campo letterario, mentre Giove in Casa VII ha a che fare con la ricaduta sociale che ne deriva. Il trigono generazionale Giove-Urano riguarda periodi di trasformazione, lo abbiamo visto anche prima nel tema di Pazzi. Si può aggiungere che questo aspetto, specie se avviene in prossimità dei cardini o coinvolge pianeti personali, ancora come nel caso di Pazzi, favorisce l’abbondanza di idee e i colpi di genio.
Balzano agli occhi la posizione di Mercurio in domicilio nei Gemelli per la scrittura, e di Nettuno perfettamente congiunto all’Ascendente, per la poesia.

Clicca sull’immagine per ingrandirla

Meno esuberante l’oroscopo di Torquato Tasso, cui Leopardi dedicò una delle sue Operette morali. Anche se saremmo tentati di ravvisare un modello Aquilone, in realtà il Grande Trigono non avviene nello stesso Elemento, il Fuoco. Abbiamo un solo Grande Trigono Minore a illustrare le potenzialità del principale poeta e scrittore dell’età della Controriforma, autore di uno dei maggiori capolavori epici del Cinquecento, la Gerusalemme liberata. Anch’egli, non ancora sedicenne, compose Rinaldo, poema di dodici canti in ottave e iniziò a progettare la sua grande opera.
Molto interessante questo modello planetario che coinvolge cinque pianeti. Il trigono portante avviene tra la congiunzione Nettuno – Mercurio, a 21°08’ e 18°56’ dell’Ariete, e Marte a 21°55’ di Sagittario; il punto medio è costituito da Plutone a 21°08’ di Acquario, molto vicino a Venere. Nettuno e Mercurio indicano il talento poetico, la capacità di esprimersi in lirica, Marte aiuta a indirizzare gli sforzi. Venere prossima a Plutone fa pensare alla perdita prematura della madre e alle sofferenze amorose del poeta, ma anche ai personaggi femminili del suo poema.
I dati di nascita non sono del tutto attendibili, ma pare ragionevole collocare gli indicatori della scrittura e della poesia (Mercurio e Nettuno) nella Casa X, con il Sole al Medio Cielo. Attendibile anche la posizione di Marte nella Casa VI, sestile a Plutone in Casa VIII, per il suo gusto del conflitto e la sua ossessione di primeggiare che gli hanno reso la vita difficile specialmente mentre prestava servizio alla corte estense, e che poi l’hanno condotto alla follia. Non è possibile fare speculazioni ulteriori sulla posizione nelle Case, ma il modello planetario è presente a tutti gli effetti in longitudine eclittica.

Clicca sull’immagine per ingrandirla

Note:

i. Alois Prinz, Vita di Hermann Hesse, Donzelli, 2003, pag. 31.
ii. Pazzi-Sereni, Epistolario 1965-1982, a cura di Federico Migliorati, Minerva, 2018, pag. 13.
iii. Tabucchi A., Un baule pieno di gente, Feltrinelli, 2019, pag. 141.

No Comments

Post A Comment